Relatore/Relatrice


Claudia Munaro

MIUR, USR del Veneto, Ufficio VIII Ambito Territoriale di Vicenza, Referente Inclusione e Coordinatrice Sportello Autismo, Servizio Disturbi

BIOGRAFIA

Dottore in tecniche psicologiche, laureata in Pianoforte e in Didattica della Musica, è Team Teach Intermediate Trainer, insegnante specializzata per le attività di sostegno alla scuola secondaria di I grado e Referente Inclusione dell’Ambito Territoriale di Vicenza dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto. Docente esperta individuata dal Ministero dell’Istruzione e formatrice sul territorio nazionale, ha all’attivo pubblicazioni e collaborazioni con varie case editrici (Erickson, Giunti e Carrocci), Agenzie educative e Università di Belluno, Padova, Verona e Urbino, promuove e conduce gruppi di ricerca-azione interistituzionali e territoriali scolastici, tra cui lo Sportello Autismo, il Servizio Disturbi Comportamento, il Gruppo Interistituzionale Disturbi di Comportamento di Vicenza, il Tavolo Orientamento e PCTO Disabilità e il Tavolo InterAssociativo Sport e Inclusione per allievi con disabilità. Dal 2016 è fondatore e coordinatore del Gruppo nazionale di libera aggregazione Sportelli Autismo Italia – www.sportelliautismoitalia.it

 

Attività


Imparare ad imparare con l’aiuto dei pari. Il Peer tutoring come sfida per la scuola e le altre comunità educanti

AMBITO DIDATTICO-EDUCATIVO

Peer tutoring a scuola. Norme, regole e strumenti per promuovere l’aiuto educativo e didattico tra/per i pari

Claudia Munaro (Referente Inclusione e coordinatrice Sportello Autismo e Servizio Disturbi Comportamento, USR Veneto – Ufficio VIII Ambito Territoriale di Vicenza)

Nell’intervento saranno condivisi i principali riferimenti legislativi e orientamenti pedagogici e alcuni strumenti operativi utili a promuovere ambienti inclusivi dove tutti gli alunni possano sperimentare attivamente esperienze di aiuto reciproco con l’obiettivo di acquisire competenze di cittadinanza attiva. I docenti, gli alunni tutor e tutee, all’interno di un setting strutturato e condiviso con le famiglie, si ascoltano, accordano e agiscono, ognuno con la propria specificità, nell’ottica di promuovere il benessere del loro contesto di insegnamento-apprendimento.

 

Il coinvolgimento dei pari a scuola nell’aiuto del compagno con autismo. Valenze e valori emersi dalla ricerca internazionale

Lucio Cottini (Professore ordinario di Didattica e Pedagogia speciale, Università di Udine)

Avere a fianco un compagno che, a scuola, ci aiuti a capire come fare, cosa dire può rendere il percorso di apprendimento più comprensibile, motivante e coinvolgente. Ma a partire da quale età dello sviluppo gli educatori e gli insegnanti possono proporre la tecnica del peer tutoring? Quali sono le valenze e i valori sottesi a questo approccio metodologico? Nell’intervento saranno condivisi gli indirizzi psico-pedagocici e i risultati di alcune ricerche internazionali che consentiranno di capire quando e come promuovere il coinvolgimento attivo del gruppo dei pari al fine di favorire l’educa-zione e l’apprendimento d un coetaneo fragile e/o con bisogni educativi complessi, come ad esempio nel caso dei Disturbi dello Spettro Autistico.

 

Guarda cosa dico. Una proposta di formazione alla sezione/classe inclusiva rivolta ai bambini dai 3 ai 6 anni che accolgono un compagno con disturbi nello spettro dell’autismo

Chiara Dalla Vecchia (Insegnante specializzata, scuola dell’infanzia “S.S. Trinità”, Schio -VI)

Una scuola inclusiva dovrebbe permettere ad ognuno di trovare lo spazio di espressione e di apprendimento, in un contesto accogliente perché pensato e progettato per tutti. Nella prospettiva del peer to peer, la proposta veicolata attraverso sfondo integratore dello Gnomo Bartolomeo – un pupazzo parlante – si prefigge di valorizzare la presenza di ogni bambino all’interno della sezione e di affinare la capacità di interazione tra pari, esplorando l’uso di vari canali comunicativi e sperimentando strategie efficaci per mettersi in relazione con l’altro.

 

Continuità e orientamento con i compagni tutor. Insieme alla scoperta dei propri talenti e itinerari di vita

Marialuisa Tonietto (Docente specializzata, Istituto Comprensivo di Romano d’Ezzelino – VI)

Il passaggio di continuità ad un nuovo ambiente ad un nuovo ordine scolastico, la scelta di un nuovo percorso di studi che valorizzi e rassicuri ogni alunno sono elementi fondamentali nel processo educativo. Essi possono essere sostenuti ed arricchiti dalla presenza dei pari attraverso azioni progettate di collaborazione e peer tutoring, che facilitino il benessere e il successo formativo anche degli alunni con disturbi dello spettro dell’autismo.

 

La pratica educativa del modello COMPASS e dell’Intervento Mediato dai Pari. Programmi evidence-based per favorire l’inclusione scolastica e lavorativa di adolescenti nelle condizioni dello spettro autistico

Anna Rita Attanasio (Referente per l’autismo, I.P.S.E.O.A. “Vincenzo Gioberti”, Roma)

Il presente lavoro intende descrivere le buone prassi utilizzate presso l’I.P.S.E.O.A. “Vincenzo Gioberti” di Roma per l’inclusione scolastica e lavorativa di ragazzi con autismo, declinate secondo un programma di collaborazione scientifica con l’Università “La Sapienza” di Roma, tramite l’utilizzo del programma COMPASS e degli interventi mediati dai pari. Durante l’intervento saranno illustrate le diverse fasi della programmazione educativa di un ragazzo con disturbi dello spettro autistico.

 

Relatori: Lucio Cottini , Claudia Munaro , Chiara Dalla Vecchia , Marialuisa Tonietto , Anna Rita Attanasio

Lucio

Cottini

Claudia

Munaro

Chiara

Dalla Vecchia

Marialuisa

Tonietto

Anna Rita

Attanasio

L'esperienza nazionale degli "Sportelli autismo"

AMBITO DIDATTICO-EDUCATIVO

Gli sportelli autismo e la scuola “protagonista”

Flavio Fogarolo (Formatore, Associazione Lettura Agevolata onlus, Vicenza)

Gli sportelli scolastici sull'autismo, sostenuti formalmente dal MIUR a partire dal 2015, hanno spinto le scuole, organizzate in rete, a diventare protagoniste attive nei territori per promuovere una didattica inclusiva per l'autismo, valorizzando e condividendo le competenze professionali, anche tra scuole diverse, e intervenendo a supporto delle criticità. Tali sportelli nascono da due considerazioni:

  1. se si delega il problema autismo a una singola scuola, o peggio, alla singola classe o al singolo insegnante, le probabilità di insuccesso sono altissime, con conseguenze devastanti in termini di comportamenti problema, emarginazione, burnout, conflitti con i genitori. Serve una reale condivisione tra tutte le scuole;
  2. i primi specialisti della didattica devono essere gli insegnanti e questo vale anche per l'autismo. Bisogna valorizzare e diffondere queste professionalità.

L’obiettivo del simposio è quello di fare il punto, a tre anni dall'avvio nazionale, sullo stato realizzazione dell'iniziativa e sulle reali ricadute nel territorio, con esperienze, riflessioni e proposte da parte di alcuni autorevoli protagonisti.

 

Sportelli Autismo Italia. Un’esperienza virtuale peer to peer

Claudia Munaro (Referente Inclusione e coordinatore Sportello Autismo e Servizio Disturbi Comportamento, USR Veneto – Ufficio VIII Ambito Territoriale di Vicenza)

Essere membro attivo di un gruppo di ricerca-azione permanente su modello peer to peer, induce e conduce a ricercare sempre nuovi modi e spazi di comunicazione, di confronto e di collaborazione per la crescita individuale, della propria comunità e, in senso più ampio, di quella educante. A tal proposito, gli operatori degli Sportelli Autismo Italia, attraverso l’attivazione di un gruppo di discussione on-line, hanno concepito un laboratorio virtuale dove poter condividere dubbi, scambiare punti di vista e materiali nell’ottica dell’inclusione reciproca e dell’individuazione di linee programmatiche comuni nell’intervento di supporto alle scuole del proprio territorio.

 

La sfida dell’inclusione: le azioni della scuola veneta per l’autismo

Filippo Sturaro (Dirigente scolastico, referente regionale area BES, USR Veneto)

L’intervento analizzerà, in modo preciso e articolato, le dimensioni della “scuola inclusiva”, attraverso l’esplicitazione delle principali sfide che ne hanno caratterizzato l’evoluzione nel tempo e del quadro normativo che ne definisce i contesti d’azione, con riferimento anche al profilo di docente inclusivo disegnato dall’Agenzia Europea per i Bisogni Educativi Speciali. Nello specifico, saranno presentate le azioni della Scuola Veneta per l’autismo, con particolare riguardo alla composizione, al ruolo, agli obiettivi, alle evidenze e agli interventi del Tavolo Regionale di Coordinamento per l’Autismo operativo presso l’USR Veneto.

 

Gli “Sportelli diffusi”. L’esperienza degli sportelli per gli autismi in Piemonte

Paola Damiani (Docente, referente regionale per l’inclusione, USR Piemonte)

Durante l’intervento verranno illustrate le principali azioni condotte nell’ambito della progettazione regionale per il supporto e il miglioramento dell’inclusione degli allievi nello spettro dell’autismo, con particolare riferimento all’esperienza degli “Sportelli diffusi”, frutto della collaborazione tra USR, CTS, scuole e territorio. L’evento costituirà una preziosa occasione di riflessione e confronto in un’ottica di sviluppo e miglioramento globale della qualità della scuola.

 

I CTS dell’Emilia-Romagna in rete per gli Sportelli Autismo

Grazia Mazzocchi (Docente referente CTS Bologna, USR Emilia-Romagna)

L’intervento presenterà le azioni che, negli anni, sono state attuate dall’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia-Romagna per la scuola inclusiva, in particolar modo relative al tema dell’autismo e del coordinamento degli Sportelli autismo. Sarà data inoltre attenzione alla rete creata dai CTS nei diversi territori provinciali, all’organizzazione di formazione regionale e alla conduzione degli sportelli.

 

Relatori: Claudia Munaro , Paola Damiani , Flavio Fogarolo , Filippo  Sturaro , Grazia Mazzocchi

Claudia

Munaro

Paola

Damiani

Flavio

Fogarolo

Filippo

Sturaro

Grazia

Mazzocchi