Relatore/Relatrice


Chiara Bazzan

Psicologa, Gruppo Asperger ONLUS

Nata nel 1976, è psicologa e laureata anche in Economia e Commercio. Ha prestato consulenza per 16 anni nei servizi di orientamento e tutorato del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell'Università degli studi di Padova.

É vicepresidente di Gruppo Asperger ONLUS come self advocate. Ha esperienza in attività abilitative e di potenziamento della matematica per persone nella condizione dello spettro autistico. Ha collaborato per attività formative, tra gli altri, con l'Università Sapienza di Roma.

Attività


Studenti universitari nello spettro autistico

AMBITO DIDATTICO-EDUCATIVO

Studi universitari: una possibilità come un’altra 

Laura Imbimbo (Gruppo Asperger ONLUS)

Per le persone con disabilità frequentare l’Università è un diritto sancito dalla legge 104/92, ma per l'autismo tutto è più complesso. Ciò è dovuto sia alla mancanza di consapevolezza e formazione del personale accademico sullo spettro autistico, sia alla presenza di tanti e falsi miti (es. “istruzione superiore”, “intelligenza autistica”) che non tengono conto degli aspetti pratici e realistici collegati a tale condizione. 

 

Tra il possibile e il reale 

Chiara Bazzan (Psicologa, Gruppo Asperger ONLUS)

La scelta del percorso universitario da intraprendere comporta una serie di considerazioni: mediare tra interessi specifici ed esigenze di mercato, fare compromessi tra desideri (infiniti) di approfondimento e richieste (le più varie) del corso di studi, distinguere tra le possibilità di supporto pubblico e quello privato. Il tutto è accompagnato da un sano senso di realtà nel cogliere la sfida posta, ovvero, che l’università sia un’esperienza di integrazione e crescita e non un lungo parcheggio all’apparenza “salvifico”.

 

Neurodiversità e Università 
Carolina Coco (ODFLab - Laboratorio di Osservazione Diagnosi e Formazione, Università di Trento)

L’Università di Trento ha avuto, fin dal 2009, una particolare attenzione per gli studenti con disturbo dello spettro autistico (Autism Spectrum Disorders, ASD) ed è stato creato un modello di supporto fornito dal Servizio di Consulenza Psicologica che prevede una presa in carico individuale ed un intervento sull’ambiente accademico. É infatti necessario far conoscere la neurodiversità degli studenti con ASD sia ai compagni di corso che ai professori del corso di laurea. Un ulteriore supporto è rivolto alle famiglie che affrontano le richieste di autonomia del figlio con molti dubbi, paure e perplessità per l’evidenza, almeno iniziale, delle loro difficoltà. Sulla base di questa esperienza e delle criticità emerse, a gennaio 2018 prende l’avvio lo spazio “Università e Neurodiversità” che oltre a fornire i precedenti servizi vuole essere un’occasione di incontro e confronto per gli studenti con ASD, uno spazio per attivare rapporti, sviluppare interessi in comune e prepararsi al futuro professionale. L’obiettivo del lavoro sarà presentare i primi passi di questa nuova iniziativa.

 

La carriera scolastica di uno studente Asperger non certificato 
Samuel Segato (Dottore magistrale, Università Cà Foscari, Venezia)

Inevitabilmente, all’inizio della propria carriera universitaria grava il peso del percorso scolastico precedente. Le difficoltà pregresse, superate con fatica, lasciano comunque una traccia, costituendo un peso che, talvolta, è difficile da sostenere. Tuttavia, dato che la struttura dei percorsi di studio universitari richiede una minore interazione diretta e soprattutto una minore dipendenza dagli altri studenti e dagli stessi insegnanti, questa condizione favorisce la possibilità di lavorare con maggiore libertà e serenità. 

 

Relatori: Chiara Bazzan , Laura Imbimbo , Carolina Coco , Samuel Segato , Alessandra Span√≤

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Spanò