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https://eventi.erickson.it/convegno-didattiche2026/session-detail/10730/gi10-quando-lai-pensa-al-posto-nostro-cosa-succede-al-cervello-che-apprende
GI10. Quando l’AI pensa al posto nostro: cosa succede al cervello che apprende
Oggi abbiamo accesso a più informazioni che in qualsiasi altro momento della storia.
Ma questo significa che stiamo imparando di più o di meno? Le neuroscienze suggeriscono una risposta controintuitiva: il cervello non apprende quando riceve risposte, ma quando è costretto a costruirle. In questo scenario, l’intelligenza artificiale introduce una trasformazione radicale: si configura sempre più come una sorta di “Sistema 0”, un livello esterno e immediato di elaborazione che anticipa e sostituisce i processi lenti e faticosi del pensiero umano.
La questione, allora, non è se usare o meno l’AI, ma cosa accade al cervello che apprende quando delega sistematicamente a questo Sistema 0 parti crescenti del proprio lavoro cognitivo. Il rischio non è tecnologico, ma cognitivo.
L’intelligenza artificiale generativa sta entrando nei processi di apprendimento con una rapidità senza precedenti, mentre il dibattito educativo resta spesso superficiale, oscillando tra entusiasmo tecnologico e allarme etico. Questo Grande Incontro propone una lettura diversa, fondata sulle neuroscienze dell’apprendimento: l’AI non modifica automaticamente il modo in cui apprendiamo, ma agisce come un potente amplificatore dei processi cognitivi già in atto, potenziandoli oppure indebolendoli.
L’incontro offrirà spunti per superare una visione centrata sulla “competenza digitale” per adottare una prospettiva centrata sui processi cognitivi: non è la tecnologia a determinare la qualità dell’apprendimento, ma il modo in cui essa si innesta sull’architettura della memoria e dell’attenzione. L’AI rappresenta una potente leva educativa solo se progettata per sostenere, e non sostituire, il lavoro cognitivo dello studente.
Relatori:
Beatrice Aimi
, Pier Cesare Rivoltella