Relatore/Relatrice


Beatrice Aimi

Assessora alla Comunità Giovanile, già Dirigente scolastica

BIOGRAFIA

Dopo la maturità scientifica, si laurea in Scienze Biologiche con lode nel 1989. Ha conseguito due dottorati di ricerca (di cui uno specifico in didattica), un master di II livello in Dirigenza per le scuole, e un assegno di ricerca universitario in Psicologia dell’educazione e dello sviluppo. È autrice di numerose pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali ed è stata relatrice in numerosi convegni e corsi di formazione per insegnanti. E’ esperta in processi di apprendimento ed insegnamento. È stata vincitrice di uno specifico assegno di ricerca all’Università di Parma, inerente le Neuroscienze educative, attraverso il quale ha valorizzato le sue competenze biologiche (formazione di laurea e primo dottorato) allineandole con quelle pedagogiche e didattiche acquisite durante la sua carriera.

Attività


GI10. Quando l’AI pensa al posto nostro: cosa succede al cervello che apprende

Oggi abbiamo accesso a più informazioni che in qualsiasi altro momento della storia.
Ma questo significa che stiamo imparando di più o di meno? Le neuroscienze suggeriscono una risposta controintuitiva: il cervello non apprende quando riceve risposte, ma quando è costretto a costruirle. In questo scenario, l’intelligenza artificiale introduce una trasformazione radicale: si configura sempre più come una sorta di “Sistema 0”, un livello esterno e immediato di elaborazione che anticipa e sostituisce i processi lenti e faticosi del pensiero umano.
La questione, allora, non è se usare o meno l’AI, ma cosa accade al cervello che apprende quando delega sistematicamente a questo Sistema 0 parti crescenti del proprio lavoro cognitivo. Il rischio non è tecnologico, ma cognitivo.
L’intelligenza artificiale generativa sta entrando nei processi di apprendimento con una rapidità senza precedenti, mentre il dibattito educativo resta spesso superficiale, oscillando tra entusiasmo tecnologico e allarme etico. Questo Grande Incontro propone una lettura diversa, fondata sulle neuroscienze dell’apprendimento: l’AI non modifica automaticamente il modo in cui apprendiamo, ma agisce come un potente amplificatore dei processi cognitivi già in atto, potenziandoli oppure indebolendoli.
L’incontro offrirà spunti per superare una visione centrata sulla “competenza digitale” per adottare una prospettiva centrata sui processi cognitivi: non è la tecnologia a determinare la qualità dell’apprendimento, ma il modo in cui essa si innesta sull’architettura della memoria e dell’attenzione. L’AI rappresenta una potente leva educativa solo se progettata per sostenere, e non sostituire, il lavoro cognitivo dello studente.

Relatori: Beatrice Aimi , Pier Cesare Rivoltella

Beatrice

Aimi

Pier Cesare

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