I cinque principi dell’apprendimento cooperativo

"Senza la collaborazione dei suoi membri, la società non può sopravvivere, e la società umana è tale grazie alla cooperazione dei suoi membri che ne hanno reso possibile la sopravvivenza… Nella società, le persone che hanno più probabilità di sopravvivere sono quelle che vengono aiutate dal gruppo di appartenenza". Ashley Montagu

L’interazione reciproca fra studenti, al pari dell’interazione tra studenti e materiale didattico e studenti e insegnanti, è un aspetto molto importante della didattica che richiede una particolare considerazione.

Negli anni ’60 la metodologia dell’apprendimento cooperativo non si era ancora diffusa. Tuttavia, grazie ad una valida e solida base di presupposti teorico-pedagogici—dall’ambiente sociale di Dewey alla teoria del campo di Lewin, dal costruttivismo sociale allo sviluppo cognitivo come processo sociale—il pensiero educativo è cambiato e l’apprendimento cooperativo è stato via via accolto e sempre più utilizzato all’interno di scuole e università di tutto il mondo, per ogni disciplina e per ogni fascia d’età.

Cooperare significa lavorare assieme per raggiungere un obiettivo comune. L’apprendimento cooperativo è una metodologia didattica per cui gli studenti lavorano in piccoli gruppi in modo da migliorare reciprocamente il loro apprendimento. Ogni individuo, parte funzionale del gruppo, è connesso ad ogni altro membro secondo una interdipendenza positiva e collabora attivamente al successo, proprio e altrui. L’aula è il luogo in cui tutti hanno l’opportunità di sviluppare la propria conoscenza, invece di limitarsi a riceverla passivamente.

Non tutti i gruppi, però, sono cooperativi. Riunire diverse persone nella stessa stanza, farle sedere attorno allo stesso tavolo e dir loro di lavorare come gruppo, non implica necessariamente che esse coopereranno efficacemente.

Secondo il modello teorico descritto da Johnson e Johnson (2003), perché un gruppo possa definirsi cooperativo, esistono cinque elementi essenziali che devono essere tenuti a mente.

 

INTERDIPENDENZA POSITIVA

1b-01Il gruppo ha compiti chiari e un obiettivo comune che ogni suo componente conosce. L’impegno di ogni membro del gruppo è di beneficio non solo per il singolo, ma anche per l’intero gruppo.

Gli studenti devono comprendere che hanno bisogno l’uno dell’altro per completare il lavoro e raggiungere l’obiettivo e che non può esistere successo individuale senza successo collettivo.

L’insegnante favorisce l’interdipendenza positiva definendo degli intenti reciproci (assicurarsi che tutti i membri del gruppo abbiano imparato), stabilendo premi comuni (se tutti i membri del gruppo raggiungono l’obiettivo, ognuno riceve dei punti bonus), fornendo risorse da condividere (una sola penna per gruppo e un foglio in cui ognuno riceve parte delle informazioni richieste) e assegnando ruoli specifici e funzionali (chi si occupa di riassumere, chi di elaborare).

Una possibile modalità di apprendimento cooperativo che favorisce l’interdipendenza positiva è il Jigsaw. Seguendo questa metodologia, gli studenti “esperti” di un certo argomento si riuniscono per discutere relativamente al materiale assegnato loro dall’insegnante. Terminata questa prima sessione di incontro, tutti gli studenti ritornano al proprio gruppo di appartenenza e apportano alla ricerca la loro competenza specifica. In questo modo, la realizzazione e la presentazione del lavoro di gruppo sono rese possibili dall’unione di ogni tassello del puzzle.

 

RESPONSABILITÀ INDIVIDUALE E CONDIVISA

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Il gruppo è responsabile per il raggiungimento dell’obiettivo, così come ogni membro lo è nel contribuire al lavoro. È, dunque, importante valutare sia la partecipazione al lavoro del gruppo che il risultato dell’apprendimento individuale.

Dopo aver assegnato una prova ad ogni gruppo, l’insegnante può, ad esempio, favorire il senso di responsabilità individuale selezionando casualmente uno studente perché enuclei la risposta a nome di tutti gli altri membri del suo gruppo.

Un modo per scoraggiare gli studenti dal lasciar fare il lavoro agli altri e quello del Peer assessment: ogni allievo valuta—in maniera anonima—gli altri componenti del gruppo e la loro prestazione in modo che l’insegnante possa includere il rating medio del gruppo come parte della valutazione di ogni singolo studente.

 

PROMUOVERE INTERAZIONI FACCIA A FACCIA

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Gli studenti promuovono l’apprendimento di ognuno aiutandosi, condividendo le risorse e incoraggiandosi a vicenda. Ciascuno si impegna a spiegare, discutere e insegnare ciò che sa ai compagni. In questo modo, il gruppo rappresenta un sistema che sostiene gli studenti sia didatticamente, che a livello personale. La spiegazione verbale della strategia di risoluzione di un problema, la discussione dei concetti studiati, la condivisione e l’integrazione dei contenuti da apprendere, sono tutte modalità di attuazione dell’aiuto reciproco.

L’insegnante predispone il gruppo in modo che gli alunni siedano l’uno accanto all’altro e possano discutere in ogni momento del lavoro. Potrebbe, inoltre, incoraggiare gli studenti ad interagire costantemente durante la realizzazione del progetto assegnando loro ruoli specifici che richiedono la collaborazione di tutto il gruppo.

 

COMPETENZE INTERPERSONALI

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Grazie all’apprendimento cooperativo, gli studenti apprendono le competenze disciplinari (taskwork) e sviluppano una serie di competenze interpersonali e di piccolo gruppo (teamwork) necessarie nella vita di tutti i giorni. Il gruppo non potrebbe funzionare efficacemente se gli studenti non sapessero assumere un ruolo guida, prendere decisioni, costruire un rapporto di fiducia, comunicare e gestire i conflitti.

Il docente dovrebbe insegnare queste abilità sociali con consapevolezza e precisione, come fossero competenze disciplinari.

La promozione delle competenze interpersonali avviene essendo puntuali, ascoltando gli altri, assicurandosi che tutti abbiano avuto l’opportunità di intervenire, controllando e disciplinando il conflitto—non sopprimendolo. Un modo per assicurare lo sviluppo di tali competenze potrebbe essere, ad esempio, l’utilizzo delle carte T per l’esplicitazione dei comportamenti verbali e non verbali osservabili durante la loro messa in pratica.

Gli studenti dovrebbero avere l’opportunità di lavorare assieme in più occasioni; in questo modo, ogni componente del gruppo non solo conoscerà i ritmi di lavoro altrui e i punti di forza dei compagni, ma imparerà a fare domande più funzionali e a rispondere in modo adeguato.

 

VALUTAZIONE DI GRUPPO

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Durante il processo di valutazione, il gruppo necessita di tempo per discutere i progressi compiuti e l’efficacia delle relazioni interpersonali.

Per esempio, l’insegnante potrebbe strutturare il lavoro di gruppo assegnando il compito di stilare una lista di—almeno tre—comportamenti che hanno aiutato a raggiungere l’obiettivo e di miglioramenti che potrebbero essere messi in atto e che renderebbero il lavoro di gruppo ancora più efficace.

Dopo le attività di apprendimento cooperativo, può essere utile che ogni studente scriva delle riflessioni individuali rispetto al proprio apprendimento, descrivendo le varie parti del lavoro e quali compagni hanno contribuito maggiormente ad esse. Tali riflessioni possono successivamente essere discusse assieme come gruppo. Fink (2003) chiama questo processo “imparare ad imparare”, un aspetto fondamentale per esperienze di apprendimento significativo in quanto permette agli studenti di migliorarsi, di costruire la propria conoscenza e di diventare studenti “auto-diretti”.

 

REFERENCES

  • Fink, L. D. (2003). Creating Significant Learning Experiences: An Integrated Approach to Designing College Courses. San Francisco, CA: Jossey-Bass Publishers.
  • Johnson, D. e Johnson, F. (2003). Joining together: Group theory and group skills (8a ed.). Boston, MA: Allyn and Bacon.
  • Montagu, A.  (1966).  On being human.  New York: Hawthorn.