La bellezza dell’imperfezione – Secondaria di 2° grado

Compito – Dopo aver compreso le diverse teorie alla base delle emozioni ed essersi immedesimati in individui che esperiscono il dilemma dell’essere o dell’apparire, gli studenti riflettono sulla bellezza delle cose imperfette e riconoscono ciò che apprezzano di se stessi.

Obiettivi – Gli studenti esplorano le parti di se stessi che, consapevolmente o inconsapevolmente, ritengono imperfette o negative. L’obiettivo è che attraverso questa riscoperta gli alunni possano accrescere la propria autostima.

Attività laboratoriali

Fase 1. Concettualizzazione

Partendo dallo stereotipo “le emozioni si oppongono alla ragione e non si possono gestire” e al fine di acquisire il concetto di emozione in maniera approfondita, gli studenti, divisi in gruppi, elaborano una propria definizione ricercando su internet informazioni relative alle cause dell’insorgere delle emozioni, gli effetti, la funzione, la tipologia, le differenze rispetto al genere, il loro controllo. In seguito, confrontano le varie teorie che tentano di spiegare le cause delle emozioni, ovvero:

  • la teoria periferica (James-Lange)
  • la teoria centrale (Cannon)
  • la teoria cognitivo-attivazionale (Schachter)
  • le teorie dell’appraisal
  • le teorie psico-evoluzionistiche (Tomkins)
  • le teorie costruttivistiche (Averill).

Fase 2. Essere e apparire

Il docente pone agli studenti il quesito “quando vi guardate allo specchio, a cosa pensate?” per introdurre il tema del mutamento del corpo durante l’adolescenza. Per spiegare la pubertà ai ragazzi, si può trarre spunto dal volume “Lasciatemi crescere in pace” (Pellai, 2013) e di cui si può trovare un estratto qui.

Legge poi agli studenti una situazione in cui vengono contrapposti l’essere e l’apparire e chiede loro di immaginare come potrebbe risolversi la vicenda (in caso di difficoltà nel suscitare una risposta, si possono utilizzare i suggerimenti presenti alle pagine 44 e 45). Il docente può proseguire con le attività della scheda di approfondimento (pagine 49-55) e chiedere agli studenti di condividere le loro esperienze.

Fase 3. Comprensione ed espressione

Il docente propone agli studenti i seguenti materiali.

Di solito l’imperfezione si definisce rispetto a un genere, un canone, una legge. Guglielmo d’Alvernia, nel suo Tractatus de bono et malo, riteneva turpe uno che avesse tre occhi o un occhio solo, il primo per avere ciò che disdice, il secondo per non avere ciò che si conviene… Quindi è imperfetto qualcosa che ha troppo o troppo poco rispetto alla norma. Che è poi quello che diceva ancora Leopardi nello Zibaldone: «la perfezione di un essere non è altro che l’intera conformità colla sua essenza primigenia». 

Benissimo. Ma è imperfetta la Venere di Milo a cui mancano le braccia, eppure le folle vanno al Louvre per ammirarla (…). Talora celebriamo come seducenti creature affette da strabismo di Venere, nasi come quello di Barbra Streisand, Montaigne celebrava il fascino delle zoppe e troviamo in Tanizachi la lode delle gambe ricurve della donna giapponese. Ma il fascino è fenomeno imprendibile e certamente non ha nulla a che vedere né con la perfezione né con la bellezza.

—Umberto Eco (2012), Lectio Magistralis dedicata all’imperfezione nell’arte, Milanesiana, Teatro dal Verme, Milano

 

Istanti

Se io potessi vivere un’altra volta la mia vita

nella prossima cercherei di fare più errori

non cercherei di essere tanto perfetto,

mi negherei di più,

sarei meno serio di quanto sono stato,

difatti prenderei pochissime cose sul serio […].

—Attribuzione incerta

 

vincent_van_gogh_990_tre_paia_di_scarpe_1886sdfsd

—Vincent Van Gogh (1886), Tre Paia di Scarpe

Subito dopo, il docente sollecita un confronto e invita gli studenti a comunicare ciò che hanno compreso e ciò che il testo, la poesia e il dipinto hanno suscitato in loro. A conclusione del dibattito, i ragazzi sono invitati a scrivere un confronto tra i diversi punti di vista degli autori relativamente all’imperfezione, dichiarando cosa si condivide e perché. Chi lo desidera, può leggere ai compagni il proprio elaborato per migliorare la propria autostima e per rafforzare il rapporto con i pari.

Verifica, valutazione, monitoraggio Verifica intermedia: viene somministrato un questionario per testare le nozioni apprese nella prima fase. Essendo il percorso di apprendimento, di fatto, un percorso interiore, agli studenti viene chiesto di autovalutarsi in base alla gestione delle proprie emozioni e all’apprezzamento di se stessi.