Outdoor Education

“Troverai più cose nei boschi che nei libri. Gli alberi e i sassi ti insegneranno cose che nessun uomo ti potrà dire.” Bernard di Clairvaux

Innovare non significa rigettare la storia, ma piuttosto riprenderne gli aspetti fondamentali e valorizzarli nell’ottica del nuovo. Per quanto riguarda la scuola, i maestri del passato (Agazzi, Montessori, Dewey, Freinet, Freire, Milani, Neill, etc.) costituiscono le radici sulle quali è possibile costruire nuovi modelli educativo-didattici (Antonacci e Guerra, 2018).

Fra le varie proposte del panorama pedagogico innovativo degli ultimi anni vi è, sicuramente, la Outdoor Education, ovvero l’educazione in ambienti naturali o esterni alla scuola i quali, venendo concepiti come luogo di formazione, possono essere valorizzati e resi spazi privilegiati di esperienza (Farnè e Agostini, 2014).

Nata in Germania nella seconda metà del Novecento, l’idea di “educazione fuori dalla porta” punta su un approccio sensoriale esperienziale e sul potenziamento di competenze emotivo-affettive, relazionali, espressivo-creative e senso-motorie, oltre a rafforzare il senso di rispetto per l’ambiente.

A differenza dell’aula scolastica, che tradizionalmente si configura come ambiente statico e chiuso, l’ambiente offre maggiori opportunità di esplorazione e sperimentazione, migliora il lavoro tra parti e le capacità collaborative, linguistiche e motorie, facilita lo sviluppo di leadership e abilità di problem-solving e favorisce la riduzione di comportamenti antisociali (Wattcho e Brown, 2011). Grazie all’apprendimento all’aperto, inoltre, si possono superare una serie di altre problematiche quali la sedentarietà e la scarsa possibilità di movimento.

L’Outdoor Education, in Italia, ha avuto un’ampia diffusione soprattutto nell’ambito della scuola dell’infanzia. Progetti quali gli ‘agrinido’ e la ‘scuola nel bosco’ sono solo alcuni degli esempi di Outdoor Education realizzati per la fascia 0-6. Per quanto riguarda, invece, la scuola primaria, l’ostacolo principale è la volontà delle famiglie di inserire il bambino all’interno di un percorso educativo standardizzato e funzionale all’apprendimento delle discipline.

Con ‘scuola nel bosco’ si intende una particolare forma di scuola in cui non esiste un vero e proprio edificio scolastico: i bambini sono sempre all’aperto, con il bello e il cattivo tempo, eccetto nei casi più estremi (Schenetti, Salvaterra e Rossini, 2015). In questi casi, gli alunni cercano rifugio–solitamente degli stabili ai margini dell’ambiente naturale–e si impegnano in altre attività, quali la lettura, il disegno e la fabbricazione di oggetti.

Esistono varie forme di ‘scuola nel bosco’, in diversi ambienti naturali, dalle isole al giardino all’inglese. Non esistono, quindi, ‘scuole nel bosco’ uguali fra loro, non essendo nemmeno stato definito un modello, ma è comunque possibile ricavare alcune caratteristiche comuni a tutte le esperienze (Huppertz, 2004):

  • Incoraggiamento di atteggiamenti sociali positivi;
  • Educazione al rispetto per l’ambiente;
  • Incoraggiamento dell’autonomia, della responsabilità e sostegno all’autostima dei bambini;
  • Sollecitazione di diverse abilità, quali creatività, curiosità, risoluzione di problemi;
  • Promozione della motricità e della psicomotricità.

Un altro esempio di scuola “aperta al mondo” è quello di ‘Una scuola’, un progetto educativo rivolto a bambini e ragazzi dai 3 ai 13 anni, definito da Francesca Antonacci e Monica Guerra.

Secondo l’idea delle due pedagogiste, la scuola dovrebbe essere orientata alla partecipazione di tutta la comunità, in modo che venga valorizzata la ricchezza di ciascuno. Questo rapporto con la comunità ha l’obiettivo di mantenere aperto il dialogo tra il contesto interno e quello esterno alla scuola, nella sua dimensione ambientale e sociale, soprattutto attraverso l’attenzione al lavoro, all’ambiente e al territorio. Le famiglie, inoltre, vanno coinvolte nella discussione relativa agli orientamenti scolastici, ai progetti culturali e alle linee di sviluppo della scuola, nel rispetto delle responsabilità dell’insegnante circa le scelte educative e didattiche.

La scuola del domani, la scuola di oggi, è una scuola aperta al mondo, nella quale bambini e ragazzi possono riconoscersi come parte della Natura cui appartengono, imparandola a conoscere e a rispettarla.

 

Riferimenti bibliografici

  • Antonacci F. e Guerra M. (2018). Una scuola. Versione 2.0 consultabile a https://drive.google.com/file/d/1dT1yyDd9-wcoPCla3knP-fVHfRzPzx0A/view
  • Farnè R. e Agostini F. (2014) Outdoor education. L’educazione si-cura all’aperto. Milano: Ed. Junior
  • Huppertz N. (2004). Handbuch Wald Kindergarten. Konzeption, Methodik, Erfahrungen. Oberried: PAIS.
  • Schenetti M., Salvaterra I. e Rossini B. (2015). La scuola nel bosco: pedagogia didattica e natura. Trento: Erickson.
  • Wattchow B. e Brown M. (2011). A Pedagogy of Place. Outdoor education for a changing world. Clayton: Monash University Publishing.