Le attività extracurriculari come supporto all’apprendimento a scuola

Oltre a percorsi che mirano allo sviluppo di bambini e ragazzi in campo artistico e sportivo, molte scuole offrono, all’interno di un’offerta formativa extracurricolare, un ventaglio di attività pomeridiane che puntano al potenziamento e al sostegno di abilità e competenze curricolari.

Ne è un esempio il sostegno allo svolgimento dei compiti a casa. Si tratta di situazioni in cui, per alcune ore dopo l’orario scolastico, i bambini e ragazzi possono stare a scuola per svolgere i compiti in presenza di un adulto—in alcuni casi un insegnante, in altri un educatore. L’offerta è potenzialmente aperta a tutti gli alunni interessati: in alcune scuole è a carattere gratuito. in altre richiede un contributo da parte delle famiglie. Altri esempi, invece, come il sostegno allo studio per alunni con Disturbi Specifici dell’Apprendimento o corsi di Italiano L2, sono rivolti a specifici gruppi di alunni sulla base di un loro bisogno individuale che può trovare una riposta in una proposta ad hoc.

Pur avendo in comune l’idea di fondo di sostenere con attività pomeridiane il percorso scolastico di bambini e ragazzi, le attività portate come esempio sono nella pratica realizzate in modi molto diversi fra loro, che possono cambiarne anche radicalmente il senso e il significato che assumono nel percorso formativo dei degli alunni.

Una prima questione riguarda la possibilità di tutti di avere accesso all’offerta. Se, per esempio, il supporto ai compiti a casa mira ad essere un contesto alternativo a quello di case in cui i genitori lavorano oppure, per altre ragioni, non possono aiutare i figli nello svolgimento dei compiti, è importante riflettere e progettare con attenzioni le condizioni pratiche che possono garantire effettivamente la partecipazione del target a cui si rivolge l’offerta. Questa riflessione riguarda in primo luogo l’aspetto economico, ma anche aspetti relativi agli orari o ai trasporti. Non va infine dimenticata l’importanza di condividere con le famiglie il valore culturale dell’offerta, evidenziando come possa essere un vantaggio per l’alunno trascorrere a scuola qualche ora in più e portare a termine il proprio impegno individuale dei compiti scolastici in un contesto capace di sostenerlo.

Un secondo aspetto su cui crediamo sia importante riflettere è il modo in cui vengono proposte le attività di supporto per alunni con dei bisogni specifici. Da un lato, è certamente interessante la logica di offrire un sostegno personalizzato al di fuori dell’orario curricolare: questo, infatti, permette di evitare situazioni di pull-out al mattino, per le quali alcuni alunni escono dalla classe al fine di seguire attività di recupero o potenziamento, mentre nella classe i compagni continuano i percorsi con gli insegnanti di classe. D’altra parte, però, anche nelle attività pomeridiane le proposte ad hoc rischiano di avere un ruolo stigmatizzante. Se, per esempio, le attività sono inserite fra diverse attività opzionali della scuola, vi è il rischio che, mentre alcuni alunni possono scegliere fra un’ampia gamma di proposte artistiche o sportive, gli studenti con bisogni specifici sono invece indirizzati verso questi corsi, che limitano di fatto la loro possibilità di scelta rispetto ai compagni.

Un terzo aspetto di cui tenere conto è la connessione fra le proposte di supporto pomeridiano e le attività scolastiche curricolari. Più, infatti, vi è coesione fra queste, più ci sembra probabile che l’attività di supporto possa portare a risultati positivi. L’apprendimento dell’italiano L2, l’utilizzo di un metodo di studio con strumenti compensativi o l’aiuto nei compiti potranno essere più funzionali a un miglioramento del percorso scolastico nel suo complesso se progettati in continuità con ciò che accade al mattino in classe. Se, per esempio, il corso di italiano prevede un apprendimento mirato del lessico dei contenuti proposto in classe oppure il metodo di studio proposto dal laboratorio per gli alunni con DSA è conosciuto agli insegnanti che ne ripropongono degli elementi a lezione, sarà più facile per gli alunni vedere in che modo le attività pomeridiane siano a sostegno di quelle del mattino. Se ciò non accade, può esserci un problema di efficacia perché per i ragazzi potrebbe non essere affatto facile generalizzare ciò che apprendono nel corso pomeridiano in altri contesti.

Concludendo, crediamo che le attività extrascolastiche di supporto al percorso curricolare possano essere utili, purché siano progettate tenendo conto di alcune condizioni. Se organizzate in modo da essere accessibili—sia economicamente che logisticamente—a chi ne può trarre maggior beneficio, senza essere messe in contrapposizione ad attività opzionali a libera scelta e ben coordinate con le attività che intendono sostenere, possono certamente ampliare in modo efficace l’offerta formativa a favore di chi ha dei bisogni specifici.