Autovalutazione e automiglioramento con l’Index per l’inclusione

L’Index per l’inclusione  è una proposta di autovalutazione e automiglioramento per le scuole, di ogni ordine e grado, che propone alcuni indicatori di scuola inclusiva e un percorso di ricerca-azione che guida nell’autovalutazione. Vediamo di analizzare le diverse fasi per applicarlo in classe.

L’importanza dell’inclusione nella scuola italiana è ormai assodata, ma non è sempre ben chiaro come agire per promuoverla. Nella normativa relativa ai BES, ad esempio, all’inclusione vengono associate le misure specifiche dedicate agli alunni con difficoltà, in una visione “stretta” e limitata (Demo, 2017). La normativa stessa ha, però, anche introdotto alcune misure di sistema che prevedono la stesura del PAI e il monitoraggio dei processi inclusivi in senso più ampio. Al fine di orientarsi in un contesto che può sembrare, a tratti, incoerente, e per rendere gli attori che operano all’interno della scuola più attivi e partecipativi nel processo di valutazione e miglioramento, potrebbe essere utile utilizzare l’Index per l’inclusione.

L’Index per l’inclusione (Booth e Ainscow, 2014) è una proposta di autovalutazione e automiglioramento per le scuole, di ogni ordine e grado, che propone alcuni indicatori di scuola inclusiva, nelle sue dimensioni culturali, organizzative e didattiche, e un percorso di ricerca-azione che guida nell’autovalutazione, attraverso dei questionari basati su tali indicatori, per improntare interventi di miglioramento per il contesto d’interesse.

L’ideale, che può essere perseguito con la familiarizzazione e l’esperienza, è che la scuola compia un intero ciclo di autovalutazione, progettazione, realizzazione e valutazione nello stesso anno scolastico in modo da poter integrare l’Index con altre pratiche di autovalutazione e automiglioramento, richieste su base annuale, di cui abbiamo trattato precedentemente.

L’obiettivo del processo di autovalutazione e automiglioramento è, in definitiva, l’inclusione come partecipazione e apprendimento per tutti (Demo, 2017) e il percorso per raggiungere tale obiettivo può essere suddiviso in cinque fasi.

  • Una fase preliminare, che descrive come avviare il lavoro. Si inizia la fase con la condivisione, a livello di Collegio dei Docenti, dei contenuti dell’Index e del tipo di lavoro che implica; si ha il culmine con la scelta di cominciare a lavorare con l’Index; si termina con la creazione del gruppo di lavoro.

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  • Una prima fase di autovalutazione del grado di inclusione della scuola. Il dato che l’Index, attraverso gli indicatori, genera a questo proposito è una rappresentazione intersoggettiva, formata dalle diverse e personali percezioni della realtà dei rispondenti (insegnanti, famiglie e alunni), che ha lo scopo di far emergere punti di forza e criticità che possano dare poi origine a un piano di miglioramento.

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  • Una seconda fase in cui si definiscono le priorità e il piano di intervento per migliorare la scuola sulla base dei dati raccolti durante la prima fase. Ciò su cui ci si concentra durante questa fase è la definizione di priorità, nella maggior parte dei casi derivanti dalle criticità emerse, e strategie per attivare concretamente delle azioni di intervento.

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  • Una terza fase in cui si implementano le strategie di cambiamento. In questa fase è importante mantenere il focus sulle strategie concordate e monitorare il loro andamento per, eventualmente, modificarle in itinere.
  • Infine, una quarta fase in cui, attraverso una nuova raccolta dati, si valuta l’efficacia del percorso e, eventualmente, si dà avvio a un nuovo percorso. La chiusura del percorso è importante poiché, oltre a valutare l’efficacia del processo di miglioramento e della sua realizzazione, mira a valutare il lavoro con l’Index in generale.

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Il momento di valutazione finale, in chiusura al processo di autovalutazione e automiglioramento, non segna, dunque, propriamente la fine. Il percorso che tende all’inclusione, come suggerisce Demo (2017), implica evoluzione e trasformazione continue. La quarta fase, infatti, ha sì l’obiettivo di far riflettere sulle azioni attivate, ma apre anche la strada per una nuova progettazione, in una virtuosa spirale di miglioramento potenzialmente infinita e che può progredire di anno in anno.

 

Riferimenti bibliografici:

  • Booth T. e Ainscow M. (2014). Nuovo Index per l’inclusione: percorsi di apprendimento e partecipazione a scuola. Edizione italiana a cura di F. Dovigo, Roma: Carocci.
  • Demo H. (2017). Applicare l’Index per l’inclusione: Strategie di utilizzo e buone pratiche nella scuola italiana. Trento: Erickson.