Le cooperative scolastiche

Non è facile insegnare un valore, ma si può provare a viverlo insieme! Questo si propongono di fare le cooperative scolastiche: offrire un’opportunità perché bambini e ragazzi sperimentino in prima persona in che cosa consiste una votazione democratica, la scelta condivisa di un traguardo da raggiungere, la discussione coi compagni per negoziare azioni comuni…

L’idea non è nuova: uno degli iniziatori e promotori della cooperativa a scuola fu Mario Lodi (1989) insieme a tutto il Movimento di Cooperazione Educativa. Per Lodi, la cooperativa non era un “progetto”, inteso come aggiunta a quelli che ai tempi si chiamavano i “Programmi”, ma si tratta invece di un modo di pensare, di un modo di vivere, di un atteggiamento che può caratterizzare il modo di lavorare e imparare a scuola. Alla base vi è l’idea che si possa passare dall’“io” al “noi”, orientando l’investimento di energia di ciascuno verso dei traguardi comuni.

Nella cooperativa scolastica, un gruppo di alunni—spesso una classe—realizza, attivando le capacità e l’impegno di ognuno, un progetto comune.

Le metodologie e i modi di iniziare un progetto di cooperativa sono molti e diversi. Alcuni elementi fondanti sono comunque comuni ai diversi modi di impostarne concretamente la realizzazione.

  1. La cooperativa nasce intorno a un problema o a un tema che sia di interesse per gli alunni e che risulti essere motivante per loro—proprio per questo motivo la definizione della “mission” della cooperativa avviene con processi di decisionalità partecipata
  2. La cooperativa vuole creare un senso del gruppo e della solidarietà nel gruppo capace di valorizzare il contributo che ciascuno può dare
  3. La cooperativa si basa su una buona organizzazione del lavoro di squadra e quindi sull’organizzazione di una divisione dei compiti e delle mansioni in modo da raggiungere efficacemente l’obiettivo proposto.

 

Una struttura utile si può mutuare dalla proposta della didattica per progetti (Demo, 2016), che prevede le seguenti fasi:

  1. Cominciare
    • Generare idee di progetto
    • Raccogliere il consenso del gruppo intorno a una o più idee
    • Valutare la fattibilità delle idee di progetto
  1. Pianificare
    • Mappare preconoscenze e interessi
    • Definire gli obiettivi
    • Assegnare obiettivi specifici a sottogruppi di alunni/e o singoli
    • Stendere un piano di lavoro generale
  1. Realizzare
    • Realizzare le attività pianificate
    • Gestire momenti di riflessione sull’andamento delle attività
  1. Concludere
    • Concludere con un prodotto
    • Auto-valutare e valutare (sulla base degli obiettivi definiti alla fase 2)

 

Nella realizzazione pratica, il punto di partenza per attivare una cooperativa possono essere gli interessi dei bambini e dei ragazzi, ma anche fatti di attualità, iniziative o temi discussi di rilevanza per la comunità in cui la scuola si trova. La cooperativa può anche diventare un modo di realizzare parte del curricolo nell’ottica di una didattica per competenze, come nel caso della ricerca di punti di contatto fra il mondo della scuola e del mondo del lavoro nelle scuole secondarie di II grado.

Proponiamo due esempi di cooperativa, uno per la scuola primaria (di seguito) e uno per la scuola secondaria di II grado.

 

 

Riferimenti bibliografici

  • Demo H. (2016). Didattica aperta e inclusione. Trento: Erickson
  • Lodi M. (1989). La cooperativa in classe. Milano: Coop-Sipiel
  • Moschini M. (2007). Educare lo sguardo. Trento: Erickson