Un’autentica educazione filosofica

“Cercare di vivere bene non può essere molto diverso, in fondo, da far vivere bene gli altri.” Fernando Savater

Se, citando Marina Santi (2006), l’educazione è un processo di interiorizzazione degli effetti scatenati dalla comunicazione con l’altro, occorre innanzitutto aiutare i bambini e i ragazzi ad ascoltare con rispetto il prossimo, a integrare le idee altrui, ad argomentare e supportare le opinioni e a trarre conclusioni tenendo in considerazione il punto di vista degli altri.

A supporto del processo di costruzione di conoscenze condivise e partecipate attraverso la problematizzazione critica, che rispetti e integri le competenze e i diversi livelli di apprendimento, si può mettere in atto il progetto educativo, teorizzato da Matthew Lipman degli anni ’70, della Philosophy for Children (P4C).

Nata per rispondere alle difficoltà, notate da Lipman nei suoi studenti universitari, nell’elaborare strategie che mettessero in atto il semplice ‘pensiero critico’, la P4C è incentrata sulla pratica del filosofare, proprio della scuola socratica, in una dimensione dialogica con l’altro e proprio per questo può essere proposta fin dall’infanzia, l’età in cui la curiosità e lo stupore di fronte alle meraviglie del cosmo sono più forti.

Oltre al metodo filosofico, il secondo pilastro sul quale si sviluppa la proposta lipmaniana è il setting, un contesto di apprendimento strutturato come ‘Comunità di Ricerca’ (CdR) di cui è responsabile il docente-facilitatore. Attraverso la pratica del racconto e l’utilizzo di testi, già presenti nella proposta lipmaniana, adatti alle diverse fasce d’età e legati a esperienze concrete, l’insegnante stimola e sostiene la riflessione logico-filosofica degli studenti, portandoli a ragionare consequenzialmente, a sostenere le loro posizioni, a esaminare attentamente le obiezioni altrui e a rispettarle, ad aprirsi a molteplici punti di vista, con l’obiettivo di rompere il tradizionale rapporto emittente (docente)-ricevente (discente).

Le attività della P4C, che vengano proposte alla scuola dell’infanzia, alla primaria o alla secondaria di primo grado, ovvero prima che la disciplina filosofica si enuclei in quanto tale, debbono tener contro dello sviluppo cognitivo e degli strumenti linguistici a disposizione degli studenti.

Le sessioni della P4C si articolano in quattro fasi principali che (1) prendono avvio dalla lettura (o ascolto) di un testo-stimolo, (2) proseguono con la problematizzazione e la raccolta delle domande suscitate dall’analisi del racconto, (3) passano per il confronto e la discussione e (4) terminano con la valutazione della sessione.

La P4C rappresenta un ottimo processo trasversale alle discipline curricolari in quanto offre agli alunni l’opportunità di sviluppare competenze cognitive e metacognitive e aiuta nell’organizzazione delle altre conoscenze. Essa, inoltre, contribuisce a (co-)costruire una dimensione etica dello stare assieme, a sviluppare ragionevolezza e capacità critiche e di ascolto, abilità logiche, dialogiche e relazionali.

Per riassumere i principi generali della P4C possiamo rifarci alle parole di una delle collaboratrici di Lipman e una delle principali teorizzatrici del metodo, Ann M. Sharp:

 

[la P4C] ha offerto ai bambini un mezzo per pensare autonomamente sui concetti filosofici che stanno alla base della loro visione dell’esperienza e del mondo. La Philosophy for Children non ha solo sviluppato lo sviluppo di abilità cognitive, ma ha aiutato i bambini ad essere più consapevoli di se stessi; li ha messi in grado di pensare da soli chi sono, chi vorrebbero essere e in che mondo vorrebbero vivere; ha incoraggiato la loro capacità di operare con altri per inventare nuovi ideali, nuovi rapporti e ha ridato il coraggio di agire su questo mondo. Questo coraggio arriva dalla compassione per la sofferenza umana e dal rifiuto della violenza. Comporta una disponibilità a protestare contro le ingiustizie, il coraggio di rapportarsi agli altri e di rischiare la propria personalità nel rapporto con quelli che sono molto diversi da noi.

 

Riferimenti bibliografici

  • M. Sharp (2005). Filosofia per i bambini: educare un giudizio migliore. In M. Santi (a cura di), Philosophy for Children: un curricolo per imparare a pensare, Napoli: Liguori Editore.
  • Santi (2006). Ragionare con il discorso. Il pensiero argomentativo nelle discussioni in classe. Napoli: Liguori Editore.