Un incipit… per un breve racconto

“Esprimi il tuo pensiero in modo conciso perché sia letto, in modo chiaro perché sia capito, in modo pittoresco perché sia ricordato e, soprattutto, in modo esatto perché i lettori siano guidati dalla sua luce”. Joseph Pulitzer

La scrittura narrativa rappresenta uno dei tanti traguardi fondamentali del percorso educativo-didattico in quanto, attraverso la composizione e i processi cognitivi in essa implicati, gli alunni possono esprimere idee, organizzare pensieri, sviluppare un ragionamento e provare nuove soluzioni.

In classe, per coinvolgere gli studenti, individualmente o in piccoli gruppi, nel processo di invenzione di un racconto, si possono utilizzare diversi modi. Tra questi vi sono:

  1. Scrivere una storia partendo da un sogno, particolarmente strano, appassionante o avventuroso.
  2. Narrare sulla scia di un episodio vissuto personalmente, o da qualcuno a noi molto vicino, per liberare sentimenti nascosti.
  3. Utilizzare l’incipit di un romanzo e immaginare come questo potrebbe continuare. Ad esempio, potreste proporre ai vostri studenti il celebre inizio di Moby Dick di Herman Melville, il fresco esordio di Un viaggio chiamato vita di Banana Yoshimoto o ancora la massima di Francis Scott Fitzgerald ne Il grande Gatsby.incipit1-02incipit2-03incipit3-04
  4. Cominciare un racconto dal finale di un libro, immaginando come le vicende di personaggi ai quali ci siamo affezionati potrebbero proseguire.
  5. Trovare una storia in una canzone – soprattutto nelle ballate popolari – o in un proverbio, magari di un’altra cultura. A questo proposito, potrebbe venirvi in aiuto la scrittrice Heather Forest che, in Wisdom Tales from around the World (2011), raccoglie detti, parabole e racconti popolari da tutto il mondo e li riscrive a modo suo. A cosa vi fa pensare il proverbio danese: «Meglio essere un uccellino libero che un Re prigioniero»?

Vi proponiamo, infine, un incipit originale che potreste usare come spunto per un laboratorio di scrittura creativa con i vostri studenti. La storia che ne nascerà potrebbe essere di generi diversi: una fiaba, un giallo, un racconto fantasy o un episodio autobiografico…

 

Era il trentottesimo giorno consecutivo in cui il khamsin soffiava. Avrebbe continuato ad infuriare per almeno altri dodici giorni, stando a quanto sosteneva la tradizione, ed ora si stava facendo più freddo, preannunciando il calare della notte sulle dune del deserto.

Due figure, con il capo ed il volto avvolti in un logoro scialle indaco, arrancavano nella sabbia cedevole, trascinando dietro di sé un piccolo carro di legno, che sembrava aver visto giorni migliori, e quello che avrebbe dovuto trainarlo, un ciuco tanto cocciuto quanto denutrito.