Prove INVALSI: un prezioso valore circoscritto

"Gli insegnanti ne hanno riconosciuto il valore. Un valore che è molto specifico e limitato, nel senso cioè che è limitato alle competenze che verificano queste prove." Anna Maria Ajello, Presidente INVALSI

Le Prove INVALSI sono prove standardizzate che mirano a rilevare il grado padronanza raggiunto in singole classi/scuole nell’ambito competenze linguistiche e matematiche ritenute dal nostro Sistema di Valutazione Nazionale irrinunciabili per il successo formativo e personale degli alunni. Attualmente sono proposte negli ambiti disciplinari della matematica e dell’italiano, al termine della II e della V classe di scuola primaria, della I e della III classe di scuola secondaria di I grado e della II classe di scuola secondaria di II grado. I quesiti delle prove sono a scelta multipla o breve risposta aperta e mirano a verificare la capacità dell’alunno di utilizzare conoscenze e strategie apprese per risolvere problemi nuovi, probabilmente ancora mai incontrati in questa forma nel corso per percorso scolastico e con forti riferimento alla realtà quotidiana. Oltre alle due prove viene somministrato un questionario che permette di rilevare dati di contesto relativi all’alunno.

 

VALORE CIRCOSCRITTO

Il tipo di valutazione che INVALSI offre è di alto valore, ma al contempo di valore circoscritto—o come dice la Presidente Ajello nel video con un termine ancor più severo, “limitato”.

Il valore alto è dato dalla ricerca, affinatasi negli anni, di mettere a punto delle prove che fossero effettivamente in grado di misurare alcune competenze di base e valutare quindi la capacità della scuola italiana di garantire a tutti gli alunni su tutto il territorio nazionale alcuni traguardi irrinunciabili, come la comprensione del testo e la matematica quotidiana.

L’accuratezza della ricerca con cui sono state costruite le prove implica necessariamente che il loro valore sia circoscritto. Un approccio evidence-based richiede infatti di esplicitare in quale condizioni e in che contesto i risultati sono stati ottenuti ed è solo in questo quadro di riferimento che questi possono essere considerati “validi”.

Alla luce di questo, letture semplicistiche ed eccessivamente generalizzatrici dei risultati delle prove INVALSI sono di fatto sbagliate. Proviamo qui a sintetizzare alcuni limiti di cui tenere conto.

 

PRIMO LIMITE

Non è corretto confrontare tutte le suole fra loro. Le comparazioni significative sono quelle che tengono conto delle peculiarità socio-culturali degli alunni che le frequentano e che quindi comparano fra loro scuole di contesti simili e che accolgono alunni simili.

 

SECONDO LIMITE

Fermarsi ad una sola lettura dei valori anno per anno può essere interessante, ma limitato. La lettura più significativa che si può fare dei dati è di tipo longitudinale (comparando per esempio la differenza fra le prove di II e di V primaria). Questa permette di leggere il “valore aggiunto” che la scuola produce in quegli anni.

 

TERZO LIMITE

I risultati delle prove INVALSI non possono essere utilizzati per descrivere i risultati del processo di apprendimento nella sua interezza. Sono prove che misurano alcune competenze giudicate fondamentali e irrinunciabili, ma specifiche e parziali. I traguardi educativi della scuola sono molto più di questo.

 

QUARTO LIMITE

INVALSI non ha ancora risolto la grande sfida di trovare un punto di incontro fra il rigore metodologico del protocollo unico delle prove standardizzate e la flessibilità di somministrazione che richiede la valutazione degli apprendimenti di alcuni alunni con Bisogni Educativi Speciali. Producono quindi dei dati rispetto agli esiti del Sistema Scolastico Italiano, escludendo però i percorsi di alcuni alunni e non potendo entrare nel merito dei risultati prodotti dalla piena inclusione che da così tanti anni caratterizza la nostra scuola.

 

Per approfondire: