Materiali per… apprendere attraverso i sensi

“I sensi, essendo gli esploratori dell’ambiente, aprono la via alla conoscenza. I materiali per l’educazione dei sensi sono offerti come una specie di chiave per aprire una porta all’esplorazione delle cose esterne, come un lume che fa vedere più cose e più particolari che al buio non si potrebbero vedere.” Maria Montessori

All’interno di una scuola montessoriana vi potrebbe capitare di vedere una bambina, di appena due anni, che appaia delle spolette colorate, un altro di circa quattro anni che tenta di formare delle parole a partire da lettere tridimensionali, e ancora un gruppo di bambini inginocchiati sul pavimento che si ingegnano per completare, assieme, il puzzle di una mappa.

Nella stanza, ogni bambino è impegnato a manipolare, appaiare o mettere in ordine oggetti molto diversi fra loro, per materiale, dimensione, forma, colore, suono prodotto e peso. Si tratta dei cosiddetti “materiali sensoriali” che Maria Montessori ha progettato, a partire dai materiali utilizzati da Itard e Séguin, per favorire lo sviluppo delle capacità cognitive del fanciullo e l’acquisizione del sapere astratto attraverso esperienze sensoriali consapevoli. L’apprendimento, infatti, come sostiene la Montessori, non può rimanere separato dalla consapevolezza corporea, bensì trae vantaggio dal coinvolgimento di tutti i sensi e dalla ricchezza che suoni, colori, odori, superfici e gusti offrono.

Tali materiali, concepiti per essere scelti e utilizzati direttamente al bambino e che lo accompagnano lungo tutto il percorso di apprendimento—dalle prime esperienze sensoriali alla letto-scrittura, dalle basi del sapere disciplinare all’aritmetica formale—, sono progettati per avere delle caratteristiche specifiche.

  • Innanzitutto, ogni materiale dovrebbe presentare una sola qualità formale (colore, forma, etc.) per volta, in funzione dell’attività di apprendimento al quale è destinato (ad esempio, la discriminazione del colore).
  • Ciascun materiale, poi, presenta una gradazione della medesima qualità e ciò permette diversi livelli di sfida che possono essere proposti ripetutamente ai vari stadi di sviluppo (es. la “Torre Rosa”, un set di dieci blocchi di dimensioni graduate, viene utilizzata per l’impilamento, ma, combinata con la “Scala Marrone”, potrebbe innescare analisi comparative e, per i ragazzi più grandi, potrebbe essere la base di partenza per lo studio della prospettiva e delle unità di grandezza).
  • Generalmente, ogni materiale è presente in un unico esemplare. Ciò permette ai bambini di sviluppare un forte senso di responsabilità, di imparare ad attendere il proprio turno e di rispettare il lavoro dei compagni.
  • Attraverso la meccanica del controllo dell’errore, il fanciullo può verificare immediatamente l’adeguatezza della propria risposta e, eventualmente, correggerla senza l’intervento dell’adulto. È, inoltre, stimolato a partecipare attivamente all’attività e a dirigerla autonomamente, il che accresce la sua motivazione.
  • Vengono utilizzati delle azioni e degli oggetti reali per rappresentare concretamente dei concetti astratti. Ad esempio, il sistema decimale è rappresentato attraverso un sistema di biglie dorate: le singole biglie rappresentano le unità; dieci biglie, unite da un filo, rappresentano la decina; dieci cordicelle di biglie vengono unite assieme a formare un quadrato, il centinaio; dieci quadrati, impilati l’uno sull’altro, formano un cubo, il migliaio. E ancora, la “Torre Rosa” viene utilizzata per rappresentare il concetto di grandezza, le “Aste Lunghe” il concetto di lunghezza, la “Scala Marrone” il concetto di grossezza, e così via.
  • I materiali sensoriali, infine, non prevedono una durata di utilizzo prestabilita: il bambino può dedicare all’attività tutto il tempo che ritiene necessario, seguendo i propri ritmi di apprendimento e creando il proprio personale percorso.

In conclusione, i materiali montessoriani sono ingegnosamente progettati per permettere al fanciullo di lavorare indipendentemente, con davvero poco aiuto introduttivo, e di essere efficacemente inserito nel contesto di apprendimento nel quale può scegliere quale materiale utilizzare, come manipolarlo in maniera appropriata e come riporlo per utilizzi futuri, anche da parte di altri bambini. Non sono mai da considerarsi, poi, come fini a se stessi, ma non sono altro che la base di partenza per lo sviluppo di competenze che, successivamente, verranno approfondite dal fanciullo a seconda dei suoi interessi e che gli permetteranno di esplorare la vastità del mondo.