Il metodo Montessori per gli adolescenti

La scuola secondaria non è un settore dell’istruzione e dell’insegnamento. Io credo che rappresenti il vero centro di tutta l’educazione, il centro nel quale si deve ricercare la chiave da offrire all’umanità.” Maria Montessori

Rispetto all’educazione dell’adolescente, nel 1939, in una conferenza, relativa alla tematica, tenuta al Kingsway Hall di Londra, Maria Montessori esprime un pensiero molto attuale:

Io considero questa questione come qualcosa che va ben oltre l’educazione; per me si tratta di una questione sociale ed umana. Ed anche storica, in quanto è la storia stessa a dirci che le scuole e l’educazione degli adolescenti devono essere cambiate per conformarsi all’evoluzione dei nostri giorni… Non si tratta di preparare [gli adolescenti] per una carriera in quanto oggi una carriera è molto incerta… Dovremmo invece preparare persone fornite di una maggiore forza di adattabilità alle circostanze che possono cambiare da un momento all’altro. Essi debbono senza dubbio avere una preparazione tecnica, ma devono possedere anche altre capacità. Si richiede l’adattabilità che proviene da una forte individualità. Non è più sufficiente la specializzazione, quello che è necessario è una capacità di orientarsi in questo ambiente sociale che è così complesso e al tempo stesso così interessante. Quindi bisogna prendere in considerazione due cose: l’individualità – e il modo migliore per svilupparla – e l’osservazione dei bisogni che provengono dall’ambiente sociale. (Montessori, 1939)

Da ciò si evince come le polarità rispetto alle quali l’educazione può essere d’aiuto nel percorso di crescita e maturazione dell’adolescente sono, da un lato, una forte individualità e, dall’altro, i nuovi bisogni dell’ambiente sociale nel quale il giovane realizza se stesso.

Occorre, dunque, approcciarsi al tema dell’educazione dell’adolescente ponendo il fanciullo al centro, con la sua realtà e i suoi bisogni. La trasformazione che lo interessa è nel fisico, nella psiche e nello spirito e, per questo, va tenuta in considerazione nel momento in cui si definisce il suo percorso educativo, di auto-educazione e di conoscenza di sé e del mondo, con la consapevolezza che “adolescere” significa “diventare adulti” e che l’adolescente va accompagnato in questo percorso di trasformazione e di “ri-nascita”, attraverso esperienze significative di vita reale.

Il 3° piano di sviluppo dell’essere umano, che va dai 12 ai 18 anni, individuato dalla Montessori [gli altri sono: 1° piano – 0-6 anni o infanzia; 2° piano – 6-12 anni o fanciullezza; 4° piano – 18-24 anni o età adulta], è caratterizzato dalla costruzione del sé sociale, dal passaggio da “il bambino in famiglia” a “l’adulto nella società”. In questa fase, l’ambiente montessoriano ha l’obiettivo di creare un clima sociale tipico della piccola comunità, che favorisca l’espressione di sé, la costruzione del pensiero critico e un consolidamento interiore. A questo proposito, aspetti importanti da tenere in considerazione sono il “lavoro” degli adolescenti, l’indipendenza economica, l’opportunità dell’autonomia e della responsabilità, il rapporto con il territorio, l’importanza della riflessione interiore.

Le caratteristiche distintive di una scuola secondaria montessoriana, simili, per alcuni aspetti, a quelle già dettagliate per quanto riguarda la scuola dell’infanzia e la primaria, sono:

  • La classe, ordinata e organizzata per aree didattiche, è un ambiente polifunzionale che favorisce sia il lavoro individuale che quello di gruppo. Le classi sono, inoltre, eterogenee per età, il che favorisce l’apprendimento degli studenti più piccoli e migliora l’autostima nei più grandi.
  • Il processo di apprendimento è individualizzato, rispetta i tempi e le modalità del singolo allievo ed è caratterizzato da una libera scelta rispetto all’organizzazione delle ore di lavoro e agli argomenti da approfondire.
  • L’insegnante non svolge lezioni frontali, bensì assume il ruolo di guida e supporto, introduce e suggerisce temi e argomenti e osserva i comportamenti individuali e relazionali di ogni studente, annotando progressi ed eventuali difficoltà.
  • Lo studente, attraverso strumenti quali portfolio, diario, etc., si auto-valuta costantemente rispetto alle competenze acquisite e ai progressi fatti nei vari ambiti, compreso quello socio-relazionale, e si prepara ai colloqui individuali con l’insegnante e i genitori.
  • La scuola è intesa come una “comunità scolastica”, integrata al suo interno e connessa con il territorio esterno, al fine di alimentare il senso di appartenenza sociale degli alunni.

 

Riferimenti bibliografici

  • Montessori M. (1939). The education of the adolescent, Public Lecture at the Kingsway Hall on May 17th 1939. In «AMI Communications», 1979, vol. 1, p.17
  • Montessori M. (1994). Dall’infanzia all’adolescenza. Milano: Garzanti.