Superare gli ostacoli

La settimana scorsa abbiamo chiesto alla community di LabDIDATTICHE.2018, con un sondaggio, di indicare le principali motivazioni che rendono difficile applicare l’apprendimento cooperativo. Tra le prime è emersa la mancanza di tempo per la progettazione. La nostra Ricerca&Sviluppo Erickson ha elaborato alcune idee per superare tali ostacoli.

 

1. La mancanza di tempo per progettare e svolgere l’attività in classe

Che l’apprendimento cooperativo richieda più tempo è vero. Una buona progettazione è essenziale perché possa funzionare. È anche innegabile che per lo sviluppo di un certo traguardo disciplinare sarà necessario un numero di ore maggiore, se si sceglie di affrontarlo in apprendimento cooperativo invece che frontale.

Però…

  • l’apprendimento cooperativo, risponde al mandato delle Indicazioni Nazionali che favorisce la padronanza di poche competenze di base alla memorizzazione di molte conoscenze, mentre il passaggio da conoscenze a competenze è molto difficile nell’apprendimento frontale;
  • l’apprendimento cooperativo promuove sempre competenze su due piani, disciplinari e sociali: richiede più tempo, è vero, ma permette un doppio lavoro;
  • l’apprendimento cooperativo, soprattutto nelle sue prime fasi, è un investimento: gli alunni hanno la possibilità di sviluppare competenze sociali e strategie di lavoro che richiedono tempo per essere apprese all’inizio, ma che, consolidandosi, rendono i processi di lavoro nel gruppo sempre più funzionali;
  • la progettazione sistematica può essere facilitata da schede e/o altri strumenti che rendono la definizione delle singole fasi più snella, come quella riportata nel volume “Apprendimento cooperativo in pratica” di Anna La Prova e che potete scaricare qui.

 

2. La mancanza di collegialità

Introdurre dei cambiamenti nel modo di fare scuola per abbandonare la via più praticata della lezione frontale è faticoso e destabilizzante. I primi tentativi di proporre l’apprendimento cooperativo, per esempio, possono essere caotici: interattivi, ma troppo rumorosi; sociali, ma non sempre in dinamiche positive. Per affrontare con determinazione le turbolenze che i primi esperimenti implicano, la collegialità è importante.

La collegialità può essere costruita su due livelli: quello della collaborazione e quello della condivisione di un modello culturale. Il primo livello implica una disponibilità a lavorare insieme e prevede che le prime esperienze di apprendimento cooperativo vengano fatte in ore in cui alla classe sono assegnati due insegnanti (compresenza con l’insegnante di sostegno o con insegnanti dell’organico di potenziamento, oppure le ormai rare ore di compresenza). Questo aiuta a monitorare l’esperienza e a darsi supporto reciproco in situazioni nuove e sfidanti. Anche il secondo livello della condivisione di un modello culturale è però molto importante: si tratta di comunicare ed esplicitare fra colleghi le ragioni pedagogiche che ci fanno ritenere che l’apprendimento cooperativo possa essere un’alternativa valida all’insegnamento frontale. Questo è un lavoro di vera e propria sensibilizzazione culturale: si tratta di legittimare la scelta didattica per l’apprendimento cooperativo. Se infatti i colleghi, pur non praticandolo, riconoscono il valore di questo approccio, saranno anche più portati a comprendere il senso delle fatiche e le insicurezze della prima fase di introduzione.

 

3. L’organizzazione degli spazi

Nelle scuole siamo spesso confrontati con classi numerose in aule relativamente piccole, che appaiono già piene con una disposizione a file dei banchi. Pensare di spostare i banchi ad isole per alcune ore, in questo contesto, sembra molto difficile, se non impossibile.

Però…

  • si possono adottare quelle disposizioni che permettono il lavoro in gruppo, senza richiedere lo spostamento dei banchi, ma con un semplice spostamento delle sedie. Costituisce un esempio la disposizione dei banchi a doppia E;

disposizione banchi-09

  • si può progettare l’uso di spazi adiacenti alla classe come corridoio e/o atrio per un paio di gruppi di lavoro;
  • si può rinunciare ad alcuni banchi, portandoli fuori dall’aula per le ore di cooperative learning. Spesso 4 ragazzi possono tranquillamente lavorare intorno a 2 banchi.

 

4. La poca capacità degli studenti di collaborare tra loro

Prendere decisioni in gruppo, progettare un lavoro dividendosi i compiti, risolvere divergenze di opinione, coinvolgere tutti non sono prerequisiti dell’apprendimento cooperativo, ma traguardi che possono essere raggiunti. È quindi assolutamente normale che quando gli alunni cominciano a lavorare in apprendimento cooperativo siano in difficoltà nell’attivazione delle competenze sociali necessarie ad un buon funzionamento del gruppo.

Proprio sulla base di questa consapevolezza, è importante che gli insegnanti:

  • investano del tempo nell’apprendimento esplicito di alcune competenze sociali che hanno bisogno di essere comprese, ma anche esercitate e generalizzate (per esempio: ascolto, critica costruttiva, gestione del turno di parola, …);
  • esplicitino sempre gli obiettivi di una attività di cooperative learning – e poi la valutino – su due versanti, quello delle competenze disciplinari, ma anche delle competenze sociali, affinché anche per gli alunni sia evidente il doppio binario di crescita e sviluppo;
  • facilitino la collaborazione attraverso alcune strutture, come per esempio l’uso di gettoni per aiutare e regolare i turni di parola oppure “place mat” per incentivare l’ascolto reciproco e sostenere la ricerca di un’idea condivisa nel gruppo.

 

5. L’incertezza nella valutazione

Prendere in considerazione i processi cognitivi degli studenti, i risultati che ottengono e il contesto di apprendimento sono tutti aspetti che è necessario verificare e valutare. Nel processo di verifica, oltre a prendere ad esempio le cinque regole suggerite da Johnson e Johnson (2015)—il processo di verifica e valutazione deve svolgersi nel contesto dei gruppi di apprendimento; verificare con costanza e sistematicità fornendo un feedback continuo e individuale; coinvolgere direttamente gli studenti; utilizzare un sistema basato su criteri oggettivi e, infine, metodi di verifica diversificati—, l’insegnante può utilizzare diverse procedure cooperative per coinvolgere gli studenti:

  • questionario di gruppo – l’insegnante prepara un questionario e ne consegna una copia a ciascun gruppo che dividerà le domande tra i componenti. Dopo aver completato le proprie risposte individualmente, gli studenti si confrontano e si correggono a vicenda. L’insegnante, poi, pone una domanda a caso ad un componente del gruppo e assegna un giudizio, che vale per l’intero gruppo;
  • valutazione collettiva – l’insegnante chiede ad ogni gruppo di formulare due domande sull’argomento studiato e le raccoglie in un questionario. Per rispondere collettivamente a tutte le domande, ogni gruppo prevede diversi ruoli: uno studente legge la domanda, uno si assicura che tutti esprimano la propria opinione, uno rielabora i contenuti, uno trascrive la risposta.

 

REFERENCES

  • Johnson, D. W., Johnson, T. R. e Johnson Holubec, E. (2015). Apprendimento cooperative in classe. Trento: Erickson.