La scuola “Senza Zaino”

In questo video, Marco Orsi, Presidente dell’associazione e ideatore delle scuole “Senza Zaino”, descrive i tratti fondanti di questo modello di scuola.

Il documentario si apre con la spiegazione della metafora del “Senza Zaino” che sta per l’abbandono dello zaino individuale di ciascun alunno a favore di un nuovo modo di attrezzare lo spazio comune dell’aula. I materiali e le occasioni di apprendimento infatti vengono messi in comune.

Attrezzare l’aula ha un doppio significato:

  1. strutturare e creare delle aree di lavoro in cui sia possibile lavorare in postazioni tematiche e tavoli comuni come siamo, per esempio, abituati a vedere in una biblioteca;
  2. dotare la classe di strumenti didattici di vario tipo: materiali da manipolare per le diverse discipline, materiali digitali e materiali iconici per sostenere una concettualizzazione visiva.

Questo modo di attrezzare l’aula mira a sostenere un modo di apprendere orientato alla responsabilità e all’autonomia degli alunni, che si possono muovere liberamente nell’ambiente dell’aula nel rispetto di alcune regole condivise. Per questo nelle classi “Senza Zaino” vi è un Manuale della classe che raccoglie le procedure e le indicazioni sui diversi modi di funzionare della classe.

In questo ambiente il ruolo dell’insegnante perde di centralità a favore di un maggior protagonismo degli alunni. Non mancano situazioni più frontali, ma queste non saturano il tempo scuola: in alcuni momenti l’insegnane affianca i bambini in piccoli gruppi, in altri può essere ancora più decentrato perché i bambini hanno imparato a gestire in autonomia gli strumenti didattici con cui apprendono.

Nelle aule “Senza Zaino” trova applicazione pratica anche il principio di differenziazione. È comune trovare le postazioni dell’aula dedicate ad attività diverse e gli alunni che sono impegnati su differenti fonti nello stesso momento, alcuni in autonomia, altri seguiti in modo più ravvicinato dall’insegnante.

Riflettendo sul curricolo, la scuola Senza Zaino promuove un approccio globale, che mette al centro l’esperienza formativa nella sua interezza e propone compiti ed attività interdisciplinari e rilevanti per i contesti di vita degli alunni.

Per quel che riguarda la valutazione, l’aspetto della valutazione sommativa perde di importanza a favore di feed-back frequenti e dell’incoraggiamento alla riflessione che possono orientare efficacemente i percorsi di apprendimento.

Infine, pur focalizzandosi dalla dimensione della classe, per svilupparsi pienamente, il modello di scuola Senza Zaino necessita del coinvolgimento della comunità scolastica nella sua interezza con un tempo esplicitamente dedicato al lavoro di équipe degli insegnanti.