Gli strumenti della Scuola Senza Zaino

Nell’organizzazione degli spazi delle aule Senza Zaino, gli strumenti didattici rivestono un ruolo centrale. Nella metafora dell’aula come laboratorio artigiano, Orsi (2016) rivaluta l’importanza della presenza dei materiali necessari all’apprendimento, della loro organizzazione e della loro accessibilità, sia ai “maestri” che agli “apprendisti”. Per questo uno dei grandi impegni del movimento Senza Zaino è l’ideazione, realizzazione, documentazione e condivisione di strumenti e materiali, che si concretizza nella Fabbrica degli Strumenti.

L’utilizzo degli strumenti, così come i comportamenti da tenere in aula, sono regolati da un manuale, generalmente costruito assieme agli alunni stessi, in cui vengono elencate le procedure per le diverse azioni e per la gestione organizzata e ordinata dello spazio e di tutte le sue componenti.

Gli strumenti didattici vengono convenzionalmente suddivisi in:

  • Strumenti didattici di cancelleria;
  • Strumenti didattici di gestione
  • Strumenti didattici di apprendimento.

 

STRUMENTI DI CANCELLERIA

Rientrano nella categoria tutti quegli strumenti che tipicamente troveremmo nello zaino di ogni alunno, ovvero penne, matite, lapis, quaderni, forbici, colla, squadre e righe, etc. Nel modello di Scuola Senza Zaino, i genitori vengono invitati non più a comprare lo zaino, bensì ad acquistare collettivamente gli strumenti di cancelleria necessari, i quali verranno riposti nelle aule. Tali strumenti si dividono, come già anticipato la scorsa settimana, in materiali individuali, raccolti nelle apposite buchette verticali o in borse etichettate, e in materiale d’aula, distribuito ordinatamente nei laboratori tematici o nelle isole e reso accessibile a tutti gli alunni. Ciò, oltre a costituire un risparmio per le famiglie, stimola la gestione in comune e l’acquisizione di competenze di gruppo.

 

Esempio di materiali di cancelleria, raccolti in uno strumento di gestione (Orsi, 2016).

 

STRUMENTI DI GESTIONE

Gli strumenti di gestione, regolando azioni, comportamenti e oggetti, favoriscono la formazione di autonomia, co-responsabilità e comunità, e contribuiscono a creare un’atmosfera serena e rassicurante. In questo modo, gli alunni possono impegnarsi in compiti autentici all’interno di un ambiente educativo ordinato e strutturato, consapevoli delle norme che lo governano e degli strumenti che supportano tale processo. Fra questi vi sono, ad esempio, il semaforo per l’utilizzo dei servizi, misuratori del tempo (clessidra, orologio) e organizzatori del tempo (timetable, planner), segnali di gestione della voce (il pesce per indicare il silenzio o il serpente che permette di sussurrare), contenitori per la cancelleria e raccoglitori di documenti, etc.

Lo zaino viene sostituito da una semplice cartella, contraddistinta dal nome dell’alunno, nella quale viene riposto il materiale necessario per le attività a casa (libro e quaderno). In questo modo, gli studenti non verranno più appesantiti da una quantità eccessiva di materiale, che può generalmente essere lasciato in classe, e vi sarà un guadagno in termini di tempo, in quanto non sarà più necessario “preparare lo zaino” a casa e a scuola, e spazio all’interno dell’aula.

 

Esempio di cartella per la Scuola Senza Zaino (Orsi, 2016).

 

STRUMENTI DI APPRENDIMENTO

Gli strumenti didattici di apprendimento sono strumenti che aiutano gli alunni a sviluppare conoscenze e competenze. La maggior parte degli strumenti sono strutturati in modo tale da poter essere adoperati autonomamente dagli alunni, dopo che ne siano state condivise le procedure per l’utilizzo. I momenti in cui gli allievi giocano e lavorano in prima persona con gli strumenti messi a disposizione hanno la funzione di promuovere un apprendimento basato sul metodo induttivo, fondato sulla possibilità di fare esperienza di prima mano e poi riflettervi. Inoltre l’uso di strumenti di apprendimento promuove l’autonomia e la responsabilità: fin dalla scuola dell’infanzia i bambini imparano a gestire da soli la scelta, la gestione e il riordino dello strumento e delle sue componenti secondo regole e modalità condivise. Questo permette agli insegnanti di far lavorare gli alunni da soli, in coppia o piccolo gruppo con strumenti diversi, differenziando le attività e favorendo la collaborazione.

Il modello di scuola Senza Zaino organizza gli strumenti di apprendimento in tre macro-categorie: strumenti tattili, strumenti digitali e strumenti iconici.

Gli strumenti tattili sono tutti quelli che possono essere manipolati e usati con un’interazione diretta da parte dell’allievo. Sono i tipici strumenti dei laboratori disciplinari, quali provette, lenti, microscopio, bilancia, cronometro, cannocchiale, mappamondo, e simili. Rientrano in questa categoria anche libri, monografie e riviste. Infine sono compresi anche giochi e materiali didattici con funzioni specifiche: memory ortografici, dettati in busta, domino delle misure, etc. Proprio su questa ultima categoria è maggiormente focalizzata la ricerca e la produzione della Fabbrica degli Strumenti.

 

Esempio di strumento tattile: la scala dei numeri (Orsi, 2016).

 

Gli strumenti digitali hanno lo scopo di integrare quelli tattili, sostenendo, anche attraverso questo canale, una partecipazione attiva dell’alunno nell’apprendimento. La manipolazione è in larga misura limitata all’uso di tastiere, touch screen e mouse, ma la realtà virtuale proposta permette situazioni di apprendimento di tipo esperienziale. Questo è possibile grazie a diversi software didattici più tradizionali da utilizzare al PC, ma anche attraverso App, robot e tablet. Tutti questi strumenti possono simulare e proporre problemi e attività reali, attinenti alla vita di tutti e i giorni, proporre contesti di apprendimento che sostengono, al pari di altri strumenti tattili, lo sviluppo della capacità di riflettere, progettare, sperimentare, negoziare e rivedere percorsi per la risoluzione di problemi e la realizzazione di percorsi e prodotti.

 

Esempio strumento digitale (Orsi, 2016).

 

Infine gli strumenti iconici sono degli organizzatori grafici o delle rappresentazioni che mettono in risalto la prospettiva visuale, in modo da sostenere l’organizzazione del pensiero e l’immaginazione della realtà. Questi due aspetti passano sia attraverso l’utilizzo di materiali tattili, come carta, colori, lavagna, gessi o poster e post-it, sia attraverso i materiali digitali, come programmi per la costruzione di schemi o mappe digitali. Gli organizzatori grafici possono assumere forme molto diverse fra loro, dalla linea del tempo in storia, alle tabelle a doppia entrata che rappresentano relazioni fra concetti, o ancora schemi per sintetizzare un testo.

 

Esempio strumento iconico (Orsi, 2016).

 

References