I valori fondanti della Scuola Senza Zaino

Tre sono i valori fondanti della Scuola Senza Zaino e ci dicono che:

  • la scuola è COMUNITÀ, un luogo in cui tutti apprendiamo insieme, insegnanti e alunni, nella condivisione di pratiche e ricerca
  • la scuola è RESPONSABILITÀ, un luogo in cui ognuno si fa carico del proprio percorso di apprendimento in libertà, ma anche nel rispetto di se stessi e degli altri
  • la scuola è OSPITALITÀ, un luogo flessibile e diversificato capace di accogliere tutti, nel pieno rispetto delle differenze di ciascuno.

 

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Il modo in cui la scuola e le classi sono organizzate promuove e facilita l’incontro e il lavoro insieme. I banchi singoli vengono sostituiti con tavoli da sei alunni. Ogni classe ha uno spazio in cui sedersi in cerchio chiamato agorà (o forum) e la scuola ha un auditorium dove tutta la comunità si incontra per assemblee e conferenze. L’aula insegnanti di ogni plesso scolastico è allestita in modo tale da renderla un luogo significativo di incontro e progettazione condivisa.

Questo modo di intendere gli spazi dà sostanza all’idea che la scuola sia una comunità di pratica, vale a dire una comunità in cui vi sia circolazione, documentazione e messa in comune di competenze, idee, risorse fra i docenti, nell’ottica di una crescita reciproca e di uno sviluppo migliorativo della scuola.

Implica anche l’idea che la scuola sia una comunità di ricerca, un luogo cioè che nella collaborazione fra insegnanti e alunni produce indagini, scoperte, conoscenze, prodotti significativi per la comunità scolastica stessa, ma anche per il territorio di cui è parte. L’apprendimento avviene attraverso percorsi di ricerca-azione che affrontano sfide reali e che richiedono collaborazione e la messa in campo di competenze complesse.

 

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Il modo in cui la classe è organizzata e i materiali che accoglie promuovono autonomia. Il modo di comportarsi nelle diverse aree e nei diversi momenti della giornata è regolato da procedure condivise che mettono gli alunni nella condizione di fare da soli. I materiali sono auto-esplicativi e permettono un uso indipendente. Libri, strumenti di cancelleria e software sono a disposizione in scaffali aperti o su tavoli organizzati secondo una logica nota a tutti.

Questo tipo di ambiente veicola la fiducia che ogni alunno abbia una propria motivazione intrinseca per l’apprendimento e che quindi il ruolo dell’insegnante sia quello di un facilitatore che promuove le condizioni per l’autonomia e la partecipazione nel rispetto dell’integrità individuale tramite un intervento sull’ambiente di apprendimento flessibile e vario, capace di intrecciare tempi diversi, attività uguali per tutti e diverse. Supera l’idea di un insegnante protagonista che progetta, realizza e controlla, a favore di una maggiore attivazione dell’alunno e delle sue esperienze in prima persona nell’ambiente di apprendimento.

 

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L’organizzazione dello spazio nell’aula vede la realizzazione di aree distinte che rendono possibile diversificare il lavoro scolastico consentendo più attività in contemporanea, in base ai bisogni e alle preferenze degli alunni.

Questo permette di rendere visibili e rispondere adeguatamente ai diversi tempi e modi di apprendere che ogni alunno ha. Ospitalità significa quindi accogliere le diversità e lasciare che queste si esprimano in percorsi di apprendimento diversi. Parlando di diversità, si intendono qui tutte le sfumature umane legate a cultura, genere, lingue, interessi, intelligenza, competenza o abilità (e disabilità). La Scuola Senza Zaino vuole accogliere ogni persona nella sua interezza, fatta di punti di forza e talenti, bisogni e fragilità. La differenziazione dell’apprendimento rappresenta il modo per far sentire a ciascun alunno la significatività dell’ambiente di apprendimento e sentirsi quindi membro pienamente partecipe della comunità di ricerca della classe.

 

References