Relatore/Relatrice


Enrica Lusetti

Direttivo Nazionale Associazione ANUPI Educazione

BIOGRAFIA

Docente di scuola primaria con specializzazione per il sostegno e in Psicomotricità relazionale. Ha conseguito la laurea in Psicologia e in Terapia delle Neuropsicomotricità dell’Età Evolutiva, ha ultimato il master triennale di Osservazione “Modello Tavistock” della East London University. Opera come libera professionista, conduce   laboratori psicomotori, anche all’interno di progetti territoriali di rilevanza nazionale nel quadro del Contrasto alla Povertà e presso l’Ospedale Gaslini, è neuropsicomotricista presso il Centro Terapeutico Montessori di Genova. Formatrice in contesti educativi e sanitari, collabora con il Comune di Genova per la formazione e la supervisione degli educatori e degli insegnanti della fascia 0-6 “Progettare al nido e alla scuola dell’infanzia secondo gli indirizzi di psicomotricità” , conduce formazioni per docenti nell’ambito della disabilità, della psicomotricità, dell’osservazione e dei disturbi di apprendimento, ha co-condotto  gruppi di formazione con adulti nel corso di Laurea TNPEE di Genova, nell’ambito della sicurezza presso l’Istituto Chiossone, a supporto di operatori a contatto con il Covid presso l’Asl2. Cofondatrice e docente della Scuola di Formazione in Psicomotricità di Genova e dell’Associazione Gruppo Ricerca Azione Formazione In Psicomotricità (G.R.A.F.I.P.) Coautrice del testo “Psicomotricità e apprendimento” ed Erickson, TN, 2022, ha scritto diversi articoli per la Rivista Psicomotricità. Ha fatto parte per anni del Comitato Scientifico di ANUPI Educazione e attualmente è membro del Direttivo.

 

Attività


WS51. Psicomotricità e atteggiamento psicomotorio nella scuola di oggi: la centralità del corpo nei processi di apprendimento e inclusione

La pratica della psicomotricità rivolta a bambini e bambine rappresenta uno strumento educativo potente, capace di promuovere lo sviluppo armonico dell’individuo attraverso il linguaggio del corpo, del gioco e della relazione. In questo approccio, il gioco è al tempo stesso mezzo e fine dell’attività, sostenuto da una chiara strutturazione spazio-temporale e da una conduzione sia diretta che indiretta da parte dell’adulto. L’ambiente psicomotorio così concepito favorisce l’apertura comunicativa, attiva processi inclusivi e pone le basi per un apprendimento autentico e significativo.

L’apporto della psicomotricità al mondo della scuola non si limita alla proposta dei laboratori condotti da professionisti specializzati, ma può coinvolgere la progettazione dell’organizzazione spazio-temporale della vita scolastica, la cura degli ambienti di apprendimento, le scelte educative e metodologiche nell’approccio alle discipline. In un contesto sempre più segnato dalla pervasività del virtuale, dal crescente disagio e dall’aumento delle difficoltà attentive e relazionali, è importante restituire centralità al corpo e fondare sull’unità corpo-mente la progettazione educativa e didattica.

Durante il workshop, attraverso attività pratiche ed esperienziali, si offriranno spunti per valorizzare il linguaggio del corpo e la connessione corpo/spazio/relazione/pensiero, con l’obiettivo di promuovere nei docenti un “atteggiamento psicomotorio” in educazione. Verranno inoltre potenziate competenze fondamentali per l’insegnamento – le cosiddette soft skills – come l’empatia, la capacità relazionale, il problem solving e la collaborazione.

Relatori: Enrica Lusetti , Silvia Reghitto

Enrica

Lusetti

Silvia

Reghitto

WS68. Psicomotricità e atteggiamento psicomotorio nella scuola di oggi: la centralità del corpo nei processi di apprendimento e inclusione

La pratica della psicomotricità rivolta a bambini e bambine rappresenta uno strumento educativo potente, capace di promuovere lo sviluppo armonico dell’individuo attraverso il linguaggio del corpo, del gioco e della relazione. In questo approccio, il gioco è al tempo stesso mezzo e fine dell’attività, sostenuto da una chiara strutturazione spazio-temporale e da una conduzione sia diretta che indiretta da parte dell’adulto. L’ambiente psicomotorio così concepito favorisce l’apertura comunicativa, attiva processi inclusivi e pone le basi per un apprendimento autentico e significativo.

L’apporto della psicomotricità al mondo della scuola non si limita alla proposta dei laboratori condotti da professionisti specializzati, ma può coinvolgere la progettazione dell’organizzazione spazio-temporale della vita scolastica, la cura degli ambienti di apprendimento, le scelte educative e metodologiche nell’approccio alle discipline. In un contesto sempre più segnato dalla pervasività del virtuale, dal crescente disagio e dall’aumento delle difficoltà attentive e relazionali, è importante restituire centralità al corpo e fondare sull’unità corpo-mente la progettazione educativa e didattica.

Durante il workshop, attraverso attività pratiche ed esperienziali, si offriranno spunti per valorizzare il linguaggio del corpo e la connessione corpo/spazio/relazione/pensiero, con l’obiettivo di promuovere nei docenti un “atteggiamento psicomotorio” in educazione. Verranno inoltre potenziate competenze fondamentali per l’insegnamento – le cosiddette soft skills – come l’empatia, la capacità relazionale, il problem solving e la collaborazione.

Relatori: Enrica Lusetti , Silvia Reghitto

Enrica

Lusetti

Silvia

Reghitto